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BERGAMO FILM MEETING ha ormai raggiunto la piena maturità: 26 anni portati bene e una ventisettesima edizione che si preannuncia ricca di occasioni e di proposte, all'insegna del buon cinema e aperta al nuovo, alla ricerca, alla sperimentazione. 80 film proposti in 9 giorni di programmazione, un concorso di lungometraggi, opere inedite, omaggi e retrospettive, documentari, anteprime, cult movies, due sale coinvolte (Auditorium e Cinema Capitol), due spazi espositivi tra i più prestigiosi della città di Bergamo (Porta S.Agostino e il nuovo Urban Center), e ancora incontri con gli autori, mostre, arte, musica.        

 

EDIZIONE 2009 

 

 

MOSTRA CONCORSO 

 

Luogo ideale per la scoperta di nuovi autori, la Mostra Concorso proporrà 7 film di recente produzione, inediti in Italia, di giovani registi alle prese con la loro opera prima o seconda.

Tra i titoli già selezionati, si segnala l'opera prima dello svizzero Francesco Jost "Segreti e sorelle", storia intensa di un rapporto conflittuale tra due sorelle, che si scontrano nel momento del dolore per la morte della madre.

Dall'Argentina arriva "Cordero de Dios" (Agnello di Dio), primo lungometraggio di Lucía Cedrón, un'altra storia al femminile, un incontro tra madre e figlia, due diverse generazioni costrette a confrontarsi con la Storia e i fantasmi della dittatura militare argentina degli anni '70.

Alla sua seconda prova il belga Taylan Barman con "9mm", sceglie di raccontare la giornata di una famiglia media, padre, madre e figlio, evidenziando il malessere di ogni singolo personaggio, la fragilità del lorolegame, l'incomunicabilità che contraddistingue il loro rapporto.

Primo lungometraggio anche per il rumeno Andrei Gruzsniczki, che con "Cealalta Irina"(L'altra Irene), ci racconta la storia di un'indagine privata, attraverso la quale il protagonista scopre piano piano non solo l'identità nascosta della moglie, misteriosamente morta, ma anche il volto sconosciuto di una realtà nuova, di una società diversa, in mutamento, forse incomprensibile.

 

LA PRIMA RETROSPETTIVA ITALIANA DEDICATA A CAROL REED

 

La tradizionale retrospettiva è dedicata a Sir Carol Reed, primo regista cinematografico a ricevere il titolo di baronetto, nonché uno dei più importanti autori del cinema britannico del secondo dopoguerra. Noto in particolare per film come Idolo infranto (1948), Il terzo uomo (1949), Il nostro agente all'Avana (1959), scaturiti dal fortunato sodalizio artistico con lo scrittore inglese Graham Greene, Carol Reed era molto amato sia in patria che dal pubblico americano. Il suo è un cinema che alterna drammi sociali e familiari, misurandosi con diversi tipi di genere, dalla commedia al melodramma, dalla tragedia al musical, dal noir al thriller. Ma è soprattutto in questi ultimi due generi che ha espresso al meglio il suo stile, dimostrando un'abile maestria nella costruzione della suspense. Reed è meno conosciuto in Italia, in particolare la sua produzione degli anni '30 e '40,periodo di grande attività in cui realizzò opere notevoli, alcune mai viste nelle sale italiane e dunque tutte da scoprire. A cominciare dalla sua prima regia Midshipman Easy (1934), cui fanno seguito alcuni film di genere (Laburnum Grove, 1936, La voce del diavolo, 1936, Fiamme di passione, 1938, Climbing High, 1938, A Girl Must Live, 1939, Girl in the News, 1940) fino ad arrivare al grande successo internazionale di E le stelle stanno a guardare (1940) - drammatica storia di minatori - e a Night Train to Munich (1940) thriller hitchcockiano con Rex Harrison nei panni di un agente segreto. 

La collaborazione con il servizio di documentazione cinematografica dell'esercito britannico, durante la seconda guerra mondiale, gli consentì di sviluppare uno stile particolarmente attento al dettaglio, preciso, emotivamente distaccato. Uno stile tanto più evidente nei suoi tre capolavori degli anni '40: Fuggiasco (1947) tragedia fatalistica con James Mason nei panni di un militante dell'IRA in fuga, e i già citati Idolo infranto e Il terzo uomo (con il quale vinse il festival di Cannes nel 1949).

 

 

PERSONALE CLAIRE DENIS

 

Protagonista dell'edizione 2009 è Claire Denis (Parigi, 1948). Rivelatasi a livello internazionale con due importanti pellicole nella metà degli anni Novanta, J'ai pas sommeil (1994) e Nénette e Boni (1996, Pardo d'oro a Locarno), la Denis è oggi riconosciuta come una delle più importanti registe francesi, tra le più amate e premiate a livello internazionale. Esordiente nel 1988 con Chocolat, oltre ad alcuni corti e documentari, ha girato più di dieci lungometraggi, portando con sé, di film in film, i volti dei suoi attori preferiti (Vincent Gallo, Grégoire Colin, Béatrice Dalle, Alex Descas).

La regista parigina è una delle voci più innovative del cinema europeo contemporaneo, capace di scavare nel quotidiano, per trovare in esso la poesia e una verità umana spesso sorprendenti. Anche con l'ultimo film, 35 rhums, presentato a Venezia, Claire Denis rivela tutta la sua straordinaria abilità di osservatrice e di narratrice, dotata di uno sguardo al tempo stesso distante e partecipe, femminile e spietato.

       

 

VISTI DA VICINO

 

Inaugurata lo scorso anno, sarà riproposta al Cinema Capitol la rassegna Visti da vicino, 15 film documentari - corti, lunghi e medi - di recente produzione.

Sono opere che registrano il visibile raccogliendo eventi, voci, paesaggi, sentimenti. Lavori che descrivono situazioni sociali, ambientali e antropologiche, alle quali l'autore si accosta in un rapporto creativo di interrogazione e rappresentazione. 

 

 

OMAGGIO AL BRITISH FILM INSTITUTE: BETTE DAVIS

 

Grazie alla collaborazione con il British Film Institute il Festival ha potuto organizzare retrospettive di autori e momenti importanti della storia del cinema. 

Un omaggio a questa importante istituzione era doveroso e non poteva esprimersi se non con una sezione di grande impatto cinematografico: da qui l'idea di un omaggio a una delle più grandi attrici del cinema americano, Bette Davis, icona di Hollywood, brutta ma divina, dotata di un carattere indomabile, ma mostruosamente brava. "Hai il fascino di Stanlio e Ollio messi insieme, ma ti prendo per il tuo talento", le disse David Warner quando l'assunse agli Studios della Warner Brothers, dove trascorse il periodo più brillante della sua carriera, che vide la realizzazione anche dei 7 film - appena restaurati dal BFI - che saranno proposti a Bergamo: Figlia del vento (1938) e Ombre malesi (1940) di William Wyler, Il conquistatore del Messico (1939) di William Dieterle, Tramonto (1939) di Edmund Goulding, Perdutamente tua (1942) di Irving Rapper, La signora Skeffington (1944) di Vincent Sherman; L'anima e il volto (1946) di Curtis Bernhardt.

 

       

FRONTIERA

PASSAGGI METROPOLITANI

 

Una novità di quest'anno è la sezione Frontiera, organizzata in collaborazione con Associazione Millepiani e  GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; un percorso nel quale si intrecciano a più livelli cinema, arti e narrazioni, intorno ai temi dello sviluppo, dell'integrazione, delle differenze sociali, dei confini reali e ideali. L'argomento di quest'anno sarà la metropoli, nei suoi aspetti territoriali e antropologici, intesa come fisico e mentale, luogo di percorrenza, rete d'individualità, dialettica di appartenenza e di rifiuto. Film, incontri, dibattiti, video-installazioni, progetti site-specific affronteranno i temi del lavoro, dello spazio urbano, della stratificazione sociale.

Bergamo Film Meeting presenterà in Auditorium 3 film degli anni '70, che guardano alle diverse rivoluzioni sociali di quel periodo: si tratta di Killer of Sheep (1977) di Charles Burnett, ritratto di un ghetto nero nella periferia industriale di Los Angeles; Harlan County U.S.A. (1976, premio Oscar per il miglior documentario) di Barbara Koepple, lucida testimonianza di un duro sciopero di minatori nel Kentucky; e Lettre à la prison (1969) di Marc Scialom, racconto della progressiva metamorfosi interiore di un giovane tunisino emigrato in Francia.

 

Alla Porta S. Agostino sarà presentata la video-installazione Solitude and Company dell'inglese Hannah Collins, artista e filmaker interessata alle archeologie dello spazio urbano. L'artista rumeno Dan Perjovschi disegnerà le pagine di un giornale free press, distribuito gratuitamente in città, guardando ai temi del lavoro, dell'immigrazione, dell'emarginazione, della globalizzazione. 

 

All'Urban Center, presso la stazione delle autolinee di Bergamo, gli artisti Zhao Liang e Hassan Khan, esploreranno attraverso il video i paesaggi marginali e inusuali delle metropoli di Pechino e Il Cairo.

 

     

FONDO NINO ZUCCHELLI 

 

GLI ESORDI DELLA SPERIMENTAZIONE

 

Continua la collaborazione con il Fondo Zucchelli - una dotazione di circa 200 film provenienti dagli archivi della manifestazione cinematografica Gran Premio Bergamo Internazionale del film d'Arte e sull'Arte, donati alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e in deposito presso Lab 80film.

All'inizio degli anni '60 il Gran Premio Bergamo si presentava come un contesto fertile capace di intercettare numerose sperimentazioni di registi agli esordi provenienti dall'America e dall'Europa, che si affermeranno negli anni successivi.

Proprio sugli esordi della sperimentazione, sarà focalizzata la proposta di quest'anno, con la presentazione di due opere rispettivamente di Robert Frank e Jean-Marie Straub: O.K. End Here (Va bene, finisce qui), che nel 1963 vinse il Gran Premio, e Nicht versöhnt (Non riconciliati, 1965) vincitore del premio di categoria per il film sperimentale e d'avanguardia.

 

       

FANTAMARATONA

 

Quest'anno la consueta Fantamaratona - incursione notturna nel mondo della fantascienza e dell'horror - vedrà come protagonista il personaggio dello scienziato pazzo. Un vero e proprio genere nel genere. Tra i film proiettati due autentici cult: Dr. Cyclops di Ernest B. Schoedsack (1940) e L'esperimento del Dr. K. di Kurt Neumann (1958).

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

www.bergamofilmmeeting.it

  

   
 
   
 

BERGAMO FILM MEETING

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