Filmagazine.it nasce specificamente all’utente uno strumento critico per recensire e approfondire e per fornire generale sul di informazione cinematografici mondiali mondo dei festival e sugli eventi e .

ilm, festival eventi attrici registi news cinemas webzine recensione trama, regia articolo intervista
concorso attore, registafilms movie cinematografico programmazione diretto,
corto lungometraggio scheda critica, venezia locarno cannes, recensioni cinematografo

Cerca nel sito





Una vetrina, un sismografo, un laboratorio... Un festival di cinema è un po’ tutte 

queste cose messe insieme, e Locarno lo è un po’ più degli altri. Da 62 anni è nel suo 

DNA il desiderio di andare alla scoperta di nuovi talenti e nuove tendenze, di 

presentare il meglio della cinematografia mondiale e stimolare, grazie al suo grande 

spirito di convivialità, il confronto e la nascita di nuovi progetti.  

Un laboratorio dove diversi progetti vedranno la luce, ne sono sicuro. Quest’anno 

l’agenda di incontri previsti per gli addetti ai lavori è particolarmente ricca e il nostro 

atelier di coproduzione Open Doors, giunto alla 7a edizione, apre le porte al cinema 

della Cina continentale, di Hong Kong e  dell’isola di Taiwan. 

Quest’anno, inoltre, Locarno ha deciso di tentare un’impresa mai sperimentata prima 

da un festival non specializzato: offrire, attraverso il progetto «Manga Impact: The 

World of Japanese Animation» al pubblico occidentale la possibilità di (ri)scoprire il 

mondo del cinema di animazione giapponese, dalle origini a oggi, evidenziando 

l’impatto che ha avuto sul cinema e sull’immaginario occidentale. 

Diversi film, di cui numerose prime, e invitati prestigiosi arricchiranno questa esperienza 

inedita. Un’avventura che Locarno non tenta in solitaria: per l’occasione il Festival ha 

deciso di associarsi con il Museo nazionale del Cinema di Torino per regalare all’evento 

e alla grande mostra abbinata una vita più lunga e una più ampia visibilità. 

Il Festival è anche una vetrina dove esporre il meglio della cinematografia già affermata 

ed esplorare al contempo nuovi territori, come la Mongolia, la Corea del Nord e il 

Sudafrica. E dimostrare la vitalità del cinema svizzero, nelle varie regioni del paese e in 

tutti i suoi generi. 

Sullo schermo, le questioni legate all’immigrazione e all’identità. Migrazioni dettate 

da guerra, paura e povertà, sogni di un luogo altro non sempre migliore. La questione 

dell’identità si mescola a quella della nazionalità dello sguardo, riflesso di una 

globalizzazione delle immagini, e dunque del cinema. Punti di vista con un passaporto 

non ben identificato che contengono, in nuce, i germogli di un nuovo cinema: un italiano 

rivisita l’Argentina, una cinese emigra a Londra, un’olandese esplora l’Irlanda, alcuni 

tedeschi visitano la Cambogia, un francese incanta Lisbona... Uno scambio di sguardi e 

origini che diventa materia stessa di riflessione sul cinema, come nella corrispondenza 

filmata tra lo spagnolo Isaki Lacuesta e la giapponese Naomi Kawase. 

L’altro grande tema che permea l’intera selezione 2009 è il rapporto sempre più difficile 

tra uomo e natura, tragicamente falsato da interessi politici ed economici. Come 

conseguenza logica, e tragica, di tale preoccupazione, diverse opere evocano la fine del 

mondo, o perlomeno la fine di un mondo (il nostro) che sarebbe da ricreare e 

reinventare. L’implosione del nostro universo non è più il risultato di una guerra 

atomica, ma il frutto di una catastrofe ecologica con piogge acide e nubi nere. 

Dal punto di vista formale, il cinema mondiale sembra tornare a prediligere forme 

narrative più classiche, generi riconosciuti, per meglio esplorare il mondo 

contemporaneo. Melodrammi, commedie, noirs e persino commedie musicali 

impreziosiscono la programmazione di questa edizione. 

Festival del film Locarno 

 

Alcuni cineasti scelgono invece di attingere alla realtà: innumerevoli le fiction 

documentate e  le docu-fiction, dove spaccati di vita si imprimono, spesso con grande 

forza emotiva, nell’espressione cinematografica.  

Diversi registi, sempre più numerosi, decidono di varcare i confini rigorosi del cinema di 

finzione per trarre ispirazione altrove. A teatro, dove affrontano la nudità della scena e 

degli attori (come Amos Gitai che arriverà in Piazza Grande direttamente da Avignone). 

Nella musica e nella danza, dove declinano in lungometraggi la dimensione sempre più 

visuale della generazione mp3, tra rock, jazz, hip hop e opera. Numerose sorprese 

musicali arricchiranno questa edizione, soprattutto in occasione del Centenario della 

musica da film. 

Queste due tendenze saranno valorizzate in particolare da due ospiti di eccezione: il 

Pardo d’onore – il ventesimo per la precisione – attribuito a William Friedkin, cineasta 

che ha saputo adoperare e rinnovare mirabilmente figure cinematografiche classiche 

avvicinandosi alla realtà. E l’Excellence Award all’attore (e regista teatrale) Toni 

Servillo, che incarna il meglio del cinema e del teatro italiano. 

E sempre più spesso gente di teatro impugna la cinepresa per immortalare istanti di 

cinema. Forse animata dall’impellenza di esprimersi? Dall’abitudine al contatto 

immediato, privo di filtri, con il pubblico? Fatto sta che tali artisti sembrano entrare nel 

mondo del cinema dalla porta principale, capaci di esprimere la realtà in un istante molto meglio di tanti altri. Come l’italiano Pippo Delbono (cui renderemo largo 

omaggio) che inquadrerà l’Italia dall’obiettivo del suo cellulare. Nel suo terzo 

lungometraggio, La Paura, dalle immagini trapela tutta l’emozione della realtà, la forza 

del caso, ma anche la maestria di uno sguardo che scruta il mondo. 

Questo ultimo esempio, fra i tanti, fungerà da modello. La scoperta di uno sguardo 

nuovo e diverso, risultato di un viaggio (nonostante l’Italia sia vicina). E la voglia di 

condividere questa scoperta con il pubblico. È dunque caleidoscopico il programma 

per un Festival come Locarno. Un Festival che considero mio, nostro, ma soprattutto 

vostro. 

 

Frédéric Maire, Direttore artistico 

 

Le giurie ufficiali 

 

La giuria del Concorso internazionale  

Jean-Marie Blanchard, già direttore del Grand Théatre de Genève (Francia) 

Pascal Bonitzer, sceneggiatore e regista (Francia) 

Nina Hoss, attrice (Germania) 

Luis Miñarro, produttore (Spagna) 

Jonathan Nossiter, regista (Brasile/Stati Uniti) 

Alba Rohrwacher, attrice (Italia) 

HONG Sangsoo, regista (Corea del Sud) 


La giuria del Concorso Cineasti del presente  

Matías Bize, regista (Cile) 

Denis Côté, regista (Canada) 

Brillante Mendoza, regista e produttore (Filippine) 

Angela Schanelec, regista (Germania) 

Ghassan Salhab, regista (Libano) 


La giuria Opera prima 

Esmeralda Calabria, montatrice (Italia) 

Sepideh Farsi, regista (Iran) 

Enrique Rivero, regista (Messico) 

 

La giuria dei Concorsi Pardi di domani 

Céline Bolomey, attrice (Svizzera) 

Denis Delcampe, produttore (Belgio) 

Maike Mia Höhne, curatrice “Berlinale Shorts“ (Germania) 

Najwa Najjar, sceneggiatrice e regista (Palestina) 

Adrian Sitaru, regista (Romania) 

 

 

 

   
 
   
 

INTERNATIONAL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO

Image
 

Ultime news

 

Nessuna notizia presente.