VINICIO CAPOSSELA HA CHIUSO LA TERZA EDIZIONE DEL FILMFESTIVAL DEL GARDA
Prende il titolo dalla canzone forse più bella del suo ultimo album il primo film scritto da Vinicio Capossela. “La faccia della Terra” con la regia di Gianfranco Firriolo è un oggetto strano, né film di finzione né documentario, e neppure concerto o ritratto. Presentato in anteprima al Milano Film Festival, ha concluso trionfalmente il 3° FilmFestival del Garda, dove il cantautore si è anche esibito nella festa conclusiva insieme ai suoi Guano Padano. Il film segue, in 55 minuti di immagini e musiche, la scrittura e le registrazioni, tra Milano, New York e il Texas, di “Da solo”. Nella prima parte ci sono le suggestioni dei tram milanesi (la linea 1 che corre sotto casa sua) e il tentativo di dare un carattere agli strumenti (gli ottoni sono affidabili, “i testimoni degli sposi”, gli archi degli eroi epici) e una navigazione sul Lago Maggiore per arrivare a un meraviglioso pianoforte Tallone dove cantare per paradosso di “calzini spaiati”. Nella seconda parte si arriva un’America di grandi paesaggi e creatività, tra qualche stereotipo ma anche concerti a sorpresa nei locali del sud, le meraviglie del Mighty Wurlitzer (un mammifero in musica che può sostituire un’orchestra) e la riscoperta dei “Racconti dell’Ohio” di Sherwood Anderson, un eccentrico catalogo dei viventi. Si scoprono strumenti come il cimbasso o la sega musicale, che Capossela racconta come se fossero viventi e, con qualche piccola ingenuità o sottolineatura di troppo, si capisce un po’ dell’ispirazione del più interessante musicista italiano delle ultime generazioni nonché la sua multiforme cultura musicale e non solo. Se si aggiunge che Firriolo, anche direttore della fotografia, lo mostra con immagini molto belle come se il film fosse realizzato con una produzione un budget molto più importanti, diventa un film che approccia la musica in modo originale soprattutto nel panorama nazionale.
(Nicola Falcinella)