Uno dei protagonisti assoluti della 44. edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro è stato il regista Dario Argento, a cui veniva dedicato l’evento speciale della manifestazione. E’ stata l’occasione per rivedere la sua intera filmografia (mancava soltanto “Quattro mosche di velluto grigio”, opera bloccata da anni da un contenzioso tra la Paramount e il regista), anche i lavori televisivi recenti e passati, per avere un’idea globale di questo autore più celebrato in giro per il mondo che in Italia.
Dario Argento è comunque considerato il maestro italiano del brivido con varie connotazioni che vanno dal giallo per arrivare fino all’horror.
E’ stata un’importante opportunità per una rivisitazione critica di Dario Argento, spesso considerato soltanto un autore di genere, ma che merita una valutazione complessiva della sua opera che è rappresentata da una lunga filmografia con digressioni anche di carattere televisivo.
A Pesaro la retrospettiva è partita proprio con la proiezione degli episodi televisivi che Dario Argento ha realizzato per la Rai nel 1973, che andavano sotto il titolo generale di “La porta sul buio”.
Prima di ogni episodio appare proprio il regista che anticipa il tema del racconto in un’anteprima che ricorda un po’ Hitchcock nei suoi interventi televisivi.
Il suo esordio cinematografico era avvenuto qualche anno prima, nel 1970, con “L’uccello dalle piume di cristallo”, dove i protagonisti erano Tony Musante ed Enrico Maria Salerno.
Un esordio shock per il cinema del periodo di questo giovane autore, che precedentemente aveva lavorato come sceneggiatore, tra gli altri, con Sergio Leone alla scrittura di “C’era una volta il West”.
Pesaro ci ha accompagnato nella sua filmografia, anche con la digressione storica de “Le cinque giornate”, anche se l’autore ha confessato che in questo film doveva essere soltanto lo sceneggiatore, il regista designato era un altro e poi c’è stato un cambiamento e lui è subentrato, grazie anche all’insistenza dei protagonisti.
Con “Profondo rosso” poi è arrivato il successo internazionale (opera che rimane una delle migliori, se non la migliore in assoluto), successivamente la carriera del regista comincia a volare con “Suspiria”, “Inferno” e i film successivi.
A Pesaro è stato proiettato anche un interessante special “Dario Argento e il cinema della paura”, realizzato da Luigi Cozzi, che attraverso interviste e visioni di backstage, ripercorre la carriera del regista e mostra anche la sua maniacale attenzione al particolare e al dettaglio, spesso è sua la mano guantata che si vede nelle scene o l’ombra dell’oscuro assassino.
Alla fine della rassegna vi è stata la possibilità di fare un ulteriore approfondimento, attraverso una tavola rotonda intitolata “Il cinema di Dario Argento tra genere e autorialità”.
Alla tavola rotonda hanno partecipato critici e collaboratori, ma soprattutto lui, Dario Argento, una volta tanto considerato anche a livello critico. Come ha spiegato Bruno Torri, presidente del Comitato scientifico “Qualcuno si è stupito della decisione di dedicare l’appuntamento ad un cineasta di genere ma questa è l’occasione per risarcire un valido regista dalla disattenzione della critica e per comprendere la poetica coerente che non sempre abbiamo saputo scorgere”.
E il regista ha confermato “per anni i critici mi hanno perseguitato ed insultato, e in Tenebre mi sono tolto lo sfizio di farne uccidere uno ad accettate. Ma io non cerco il consenso unanime, non ho bisogna di santificazioni. Però se sono abituato a questo tipo di celebrazioni all’estero, averle per una volta in Italia è bellissimo”.
Argento ha ricordato i suoi trascorsi alla Mostra di Pesaro “Ci venivo da ragazzo, quando facevo il giornalista, e qui ho visto i primi film di Andy Warhol, la Nouvelle Vague: è un luogo mitico”.
Il regista sta attualmente lavorando negli Stati Uniti al suo nuovo film intitolato “Giallo”: “si tratta del primo girato su commissione, i soldi sono americani e mi hanno messo a disposizione un grande cast, con Adrien Brody ed Emmanuelle Seigner”. E’ una storia d’investigazione e di delitti dove “Giallo” è il nome di un serial killer.