FESTIVAL DI CANNES 13 MAGGIO
A Moretti il compito di portare l'Italia al Festival
Articolo di Veronica Maffizzoli
Accolto con qualche applauso e molte risate alla proiezione stampa di questa mattina, è sbarcato sulla Croisette Moretti con Habemus Papam, prima pellicola italiana a Cannes.
Un Nanni abbastanza serio, quasi teso ha poi intrattenuto, durante una lunghissima conferenza stampa, i giornalisti stranieri, colpiti pare dalla narrazione e dal senso dell’umorismo, di cui solo lui è capace.
“Non è un film sul Vaticano il mio” esordisce Moretti, “io ho solo realizzato un lavoro con la mia storia, i miei attori. Lo scenario è stato il Vaticano, ricostruito minuziosamente prendendo spunto dalle iconografie che conosciamo. Ho raccontato un uomo, in questo caso il Papa, nel quotidiano, nel suo interrogativo peregrinare. Il pontefice esce e incontra la gente, mentre lo psicanalista entra e incontra i cardinali, in simmetria questi eventi hanno fatto sì che diverse persone e diverse realtà si confrontassero. Per definire il mio rapporto con il cattolicesimo io sottoscrivo la battuta “ grazie a Dio sono ateo”, ho avuto un’educazione cattolica ma senza esagerazione e non sono un credente. Credo che questo emerga e si senta molto nello sguardo che ho dato al “mio di vaticano, con i miei cardinali e il mio di Papa, Melville/Piccoli.
“Già sapevo quanto fosse bravo Michel”, aggiunge Moretti, “ma ho scoperto che lo era ancora di più quando ho visto il film finito. I suoi sguardi, i suoi sorrisi e il suo portamento hanno dato tantissimo al film”. Un sorridente Piccoli ha quindi replicato affermando; “ Conoscevo tutti i film di Nanni e ho accettato subito la parte, è stato lui piuttosto che non ha detto immediatamente sì. Infine sono riuscito ad interpretare questo Papa, quest’uomo che di fronte ad un'obbligazione e una tale responsabilità, riesce a dire, no, non posso, attanagliato dal panico, le inquietudini e i timori che minano l’animo umano. Posso anche dire che terminare la mia carriera con un film di Moretti è perfetto”. Carismatica provocazione rivolta al Nanni nazionale da parte di Piccoli, che il cinema non lo vuole proprio lasciare.
Rispondendo infine, all’ultima domanda: "Il suo film rispecchia l'attuale situazione dell'Italia?". Nanni conclude con un "No, merci". E l'Italia, a Cannes, si è fatta.