FESTIVAL DI CANNES 14 MAGGIO
Articolo di Veronica Maffizzoli
Proseguono a "pioggia" le proiezioni del Festival.
Protagonista del Concorso nella giornata di ieri la Francia, con “Polisse”, opera terza di Maiwenn Le Besco, che entra con la telecamera (e con l’obiettivo, dato che lei stessa interpreta il ruolo di una fotografa che riprende il lavoro degli agenti), nella vita quotidiana dei poliziotti del Dipartimento per la protezione dei minori.
Un film verità quello della Le Besco, che rimanda immediatamente a “Entre les murs – La classe”, Palma d’Oro a Laurent Cantet nel 2008.
Il film, di indiscusso valore sociale più che politico, racconta vittime, carnefici e tutori della legge in un unico scenario. Lo spettatore si ritrova "dentro" alla squadra e vive con loro tutti i risvolti delle indagini, parallelamente agli aspetti più privati della vita dei suoi componenti. In questo caso però la forma è piuttosto superficiale, così come i ritratti dei personaggi, ai quali non è certo dedicata l’attenzione che meritano. Forse la carne messa sul fuoco era troppa da gestire.
In serata, altre buone premesse con il film israeliano Hearat Shulayim (Footnote) di Joseph Cedar, comedy - drama incentrato sulla rivalità tra un padre e un figlio, docenti di studi talmudici all'Universitù Ebraica di Gerusalemme. Divertente e con buone trovate nella prima parte,
la storia tende a perdere un po' del suo tono iniziale, convincendo comunque la platea.
L’attenzione odierna è stata invece tutta riservata all’anteprima del quarto capitolo della saga di Jack Sparrow/Depp “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare. Sulla Croisette l’intera troup capitanata dal regista Rob Marshall con, ovviamente Johnny e la new entry Penelope Cruz.
Per il Certain Regard, in programma Robert Guédiguian con il suo "Les Neiges du Kilimandjaro", la storia singolare di una coppia che decide di occuparsi della famiglia del proprio rapinatore. Per la sceneggiatura il regista si è ispirato al poema di Victor Hugo "How good are the Poor".