Si è chiusa oggi la Sezione Un Certain Regard, che prepara il palcoscenico per la cerimonia ufficiale di premiazione del Festival di Cannes, che domani sera impalmerà il vincitore del concorso.
Tra la selezione di 21 titoli, provenienti da 19 paesi diversi, la giuria presieduta da Emir Kusturica ha aggiudicato il Premio Un Certain Regard per il 2011 ex-aequo a Kim Ki-Duk, per il suo "Arirang", e Andreas Dresen, per "Halt auf freier Strecke/ Stopped on Track".
Kim Ki- duck, a qualche anno dai successi di “Ferro 3” e dal glorioso periodo che l'ha visto protagonista dei principali festival cinematografici internazionali, dove ha collezionato premi e clamori di critica, ha attraversato una crisi artistica che lo ha visto realizzare pellicole in tono minore.
Sul set di una di queste "Dream", una tragedia sfiorata ha messo in crisi il cineasta coreano, che dal 2008 non ha più girato film e fatto perdere le sue tracce. "Arirang" è il suo sfogo personale, attraverso il mezzo che più lo rappresenta, la videocamera, suo unico interlocutore.
Dresen invece, che aveva già partecipato alla stessa sezione nel 2008 con "Wolke 9/Settimo cielo" suscitando apprezzamento ma anche scalpore con un film che rompeva finalmente con il tabù del sesso nella terza età, ha presentato quest'anno sullo schermo, il diario personale e famigliare di un malato terminale.
Un riconoscimento meritato per il regista tedesco che ha saputo coraggiosamente trasporre in immagini gli ultimi mesi di vita di un uomo (Frank); padre, marito, figlio e amico, ripreso dalla camera a mano in tutte le fasi dell'aggravarsi della malattia.
La tematica non è nuova al cinema, ma Dresen è davvero riuscito a realizzare un film-testimonianza, che rimane attaccato al vissuto del protagonista, sia dal punto di vista psicologico che fisico, con un'attenzione umanissima alla realtà dei suoi ultimi giorni, senza soffermarsi solo sugli istanti più dolorosi del suo percorso, ma spingendosi fin nelle più impercettibili sensazioni e percezioni del protagonista e dei suoi famigliari.
Da segnalare la grande interpretazione di Milan Peschel, nel ruolo di Frank.
Un premio speciale è stato riservato anche ad Andrey Zvuagintsev per "Elena" film di chiusura della rassegna, mentre il riconoscimento per la miglior regia è andato all'iraniano Mohammad Rasoulof per "Au Revoir".