THE WAY BACK
Ispirato ad una storia vera
Articolo di Chiara Spagnoli
1940. 7 prigionieri di un Gulag sovietico. La fuga. Una lunga camminata verso la libertà.
Il regista sei volte candidato all’Oscar, Peter Weir, ha scelto di trasporre su pellicola il romanzo di Slavomir Rawicz “The Long Walk: The True Story of a Trek to Freedom”. I personaggi nell’arco di un anno percorrono 10.000 chilometri a piedi attraversando la Siberia, il deserto del Gobi, il Tibet e le pendici dell’Himalaya, fino ad arrivare in India. Il gelo, la fame, la morte, minacciano quotidianamente il loro tragitto. Il survival-movie vanta un cast d’eccezione che si è preparato con grande dovizia. Jim Sturgess, Alexandru Potocean, Dragos Bucur e Sebastian Urzendowsky hanno adottato un impeccabile accento polacco; Gustaf Skarsgard ha imparato un po’ di lettone; mentre Ed Harris e Colin Farrell hanno studiato il russo. Naturalmente il regista ha distribuito i compiti a casa dando a tutto il cast libri e video su Gulag e storie personali dei sopravvissuti. Ma anche la troupe non è stata da meno: il team di make-up artists composto da Edouard F. Henriques, Gregory Funk e Yolanda Toussient, trasfigurando i volti degli attori arsi dal sole e devastati dagli stenti, si è conquistato la nomination all’Academy Award 2011. Grazie a un budget di 30 milioni di dollari la produzione ha potuto girare in Bulgaria, Marocco e India, location spettacolari, valorizzate dalla fotografia e dal focus sul rapporto tra uomo e natura. Il film non è solo la storia incredibile di un piccolo gruppo di persone che lottano per la sopravvivenza, ma una vera e propria esortazione alla perseverazione quando tutto sembra perduto. La determinazione diventa la chiave per la risalita.